Teatro Drama

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20-05-2022

La stagione del Drama Teatro va avanti fino a giugno.
Poi per l'estate stiamo preparando qualcosa di speciale...
Abbiamo previsto anche un piccolo buffet nelle serate con due eventi, ovvero il 10 aprile, il 7 e 14 maggio e il 4 e 5 giugno.
Per usufruirne dovrai scrivere a segreteria@dramateatro.it almeno 5 giorni prima, specificando anche eventuali intolleranze o allergie.

Drama Teatro, viale Buon Pastore 57, Modena

 

 

STORIE SELVATICHE 

Drama Teatro, viale Buon Pastore 57, Modena

domenica 29 maggio 2022, ore 18.00

Casa degli alfieri – Teatro e natura

di e con Lorenza Zambon
oggetti di Antonio Catalano

Tre storie d’amore, tre insolite passioni nate fra certe donne, certi uomini, certi “luoghi potenti”.

Il giardino nascosto di Nonna Pupa, in cui si narra di un’anziana signora, maestra di giardinaggio “estremo”, che ha trovato una specie di discarica incastrata in una frattura del paesaggio e ne ha fatto un luogo magico, una porta verso un’altra dimensione.

Il Lago che combatte, l’incredibile storia di un lago naturale nato da solo dentro la città di Roma, della sua lussureggiante rinaturazione selvaggia e degli umani che lo hanno difeso “immaginato, amato e conosciuto”

Rito, dove si scopre che i riti non si inventano, ma nascono, a volte nascono … anche durante la pandemia, quando gli abitanti della casa degli alfieri si ritrovano chiusi fuori

Biglietti:

Online - 8 euro ( + commissione)

In teatro la sera stessa - 10 euro

 

ERA MEGLIO CASSIUS CLAY

Drama Teatro, viale Buon Pastore 57, Modena

sabato 4 e domenica 5 giugno 2022, ore 19:30
Alle 21:30, ascolto del radiodramma Gli occhiali da sole

Non possiamo rivelare la trama della Commedia, non gioverebbe al pubblico, possiamo dire che ci sarà una festa e che i personaggi principali sono tre:
Jimmy, ex pugile
Tex, ex promessa del pugilato
Clara, ex attrice, ora animatrice di feste per bambini

Clara viene ingaggiata come animatrice di feste per bambini da Tex che vuole fare un
regalo a Jimmy. Clara si ritrova in un luogo che non sembra propriamente una casa e
– Ops, ma bambini non ci sono! Tex ride come un dodicenne, sembra proprio un
dodicenne!, Jimmy sta in sedia a rotelle e sorride così candido che Clara sceglie di
rimanere.

Una festa può rivelarsi la più triste delle situazioni ma l’arte della commedia farà in
modo che ciò che ha peso rimanga nascosto, come le nocche dei pugili sotto le
garze.

 

Domenica 10 aprile, ore 18.00

Trucioli

un progetto de Gli Omini
drammaturgia Giulia Zacchini
con Francesco Rotelli e Luca Zacchini
produzione Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con Gli Omini

Il lavoro mi aiuta. Penso al legno, a quale scegliere, che non si rompa, a come prenderlo.Lo so come prendere il legno, questa materia quasi viva. Le persone sono tutta un’altra cosa.

Così ci disse un falegname sul Monte Amiata. L’avevamo trovato al bar, con lo sguardo perso nel vuoto. L’avevamo preso in un momento molto intenso, un cambiamento totale della visione, totale, ci disse. E si confessò.
Lui, come tanti altri, ci hanno fatto capire il ruolo che ci eravamo scelti nel mondo: essere gli stranieri, gli sconosciuti che passano e t’ascoltano, privi di giudizio, sciolti da ogni legame. La liberazione di chi abita in un piccolo paese e pensa, spesso a ragione, che tutti lo osservino e traggano le proprie conclusioni.
Con questo ruolo, tra il santone e il barbone, abbiamo raccolto in giro per l’Italia centinaia e centinaia di pagine, di parole raccolte per strada, dalla Basilicata al Veneto. Un’enciclopedia d’incontri casuali, di racconti assurdamente reali, di lingue inconsuete. Dal Terrorista di Tito al Mago di Colceresa, dalla Santa di Panicale al Cavallaio di Buti, una pioggia di omini, di frasi che aleggiano nell’aria. TrucioliScartipezzetti leggeriche quando volano, lasciano polvere al proprio passaggio e se li metti insieme diventano lingotti, pesanti come il legno e altamente infiammabili.
Coi trucioli si accende il fuoco, si fa la carta, ci si pulisce il vomito. Anche se sembrano cose da niente, i trucioli non vanno dispersi, ma raccolti per poter essere riutilizzati.
Trucioli, uno spettacolo di frammenti sparsi. Minuscole scene di minuscoli personaggi, per ricostruire un’Italietta in miniatura, tutta abitata dai più piccoli. Due attori e una valanga di voci, storie, caratteri, in uno spazio che è una casa, una strada, un’intera città. Da qui passa chi spera solo che non tuoni e chi costruisce un deltaplano per andare sulla luna. Un girotondo di gente che si riconosce e che sorprende. Per sentirsi tutti insieme e meno soli. Per ridere. Per riscaldarsi e sporcarsi sotto una cascata di trucioli.

 

Domenica 10 aprile, ore 21.00

La coppa del santo: agonismo e miracoli al tempo del distanziamento sociale

scritture di Giulia Zacchini
disegni di Luca Zacchini
con Luca Zacchini e Francesco Rotelli

Nel 2011 Luca Zacchini, in un periodo di eccessiva devozione dovuta a brancolamenti nel buio, iniziò a disegnare santi su paint con lo pseudonimo di Spavaldo. I santi si moltiplicarono miracolosamente fino a diventare un mazzo di carte. E così nacque L’asta del Santoun mercante in fiera sulle vite dei santi. Uno spettacolo che ha fatto repliche in tutta Italia provocando un folle imbarbarimento del pubblico che si ritrovava a lottare con lanci e rilanci per accaparrarsi una carta e
vincere i premi in palio. Il problema dell’Asta, ad oggi, è uno solo: nessuna regola di distanziamento sociale viene rispettata, in quanto si prevede un rapporto col pubblico che sfiora il carnale. Da queste nuova triste esigenza, dopo quasi dieci anni, spunta felicemente la Coppa del Santo.
Perché i Santi sono duri a morire. E perché il pubblico continui a giocare.

Saranno proprio gli spettatori, tutti insieme, a decidere quale Santo vincerà il sacro torneo, per eleggere ed invocare un unico patrono della serata. Una partita sul modello dei campionati virtuali che spopolano su giornali, radio e web. Ma dal vivo.
Un tabellone. 32 santi gareggeranno tra di loro sfoderando poteri sovrannaturali. Dai sedicesimi di finale finché ne rimarrà uno solo, il pubblico ascolterà le straordinarie storie di vita dei Santi e verrà chiamato in causa per stabilire il vincitore di ogni sfida. 

In questo periodo di isolamento, Spavaldo è tornato, come in ogni epoca buia che si rispetti. Nuovi spietati Santi sono pronti a mettersi in gioco. Da San Giorgio a Padre Pio, passando per Santa Pazienza e Santa Speranza. Grandi e storici, ultravenerati o misconociuti, improbabili o impossibili Santi. Vergini contro Martiri, Eremiti contro Vescovi.

Chi vincerà la Coppa del Santo?

 

Mercoledì 27 aprile 2022, ore 21.00

Amore e Psiche

tratto dalla favola di Amore e Psiche di Apuleio
di e con Angela Antonini e Elena Galeotti
Oracolo e Cupido Gianluca Balducci
chitarre Simone Marcandalli e Gianluca Balducci
canto Riccardo Marchi
produzione Cantharide
con il contributo di Comune di Zola PredosaRegione Emilia Romagna
nell’ambito di Bologna Estate

Una torcia splendente, un finestra aperta nella notte
perché caldo l’amore vi possa entrare.

John Keats, Ode a Psiche

 “Come Aguirre, in pieno furore, abbiamo viaggiato a bordo di una zattera, percorrendo il fiume Lavino siamo approdate in un lembo di terra attraversate da voci raccolte in terre lontane. Ci piace fermarci, incontrare occhi e sorrisi, umane creature che rispondono e ridono. Verio, in alto, di vedetta. Le cicale ad applaudire tutto il tempo e noi, felici e più umane che mai, riprendiamo il cammino pronte a raggiungere un pezzetto di terra con nuovi colori e suoni raccattati ovunque sulla fanciulla indomita e sul dio dell’amore.”

Questa la prima tappa del viaggio di due zingare che della Favola di Amore e Psiche conoscono vita, morte e miracoli; ad ogni incontro svelano a spettatori gentili nuovi particolari, cantano inattese melodie, al loro passaggio fauna e flora si rallegrano.

La famosa favola di Apuleio sappiamo che deriva da una serie di racconti orali precedenti. Dai versi dei poeti ellenistici alle tracce ritrovate nelle terre bagnate dal Mediterraneo, dalle terre della grande Africa e ancora più lontano nel tempo e nello spazio ci sono echi provenienti dall’altopiano iranico giù fino all’India.

In un modo o nell’altro, una ragazza va in sposa a un essere misterioso che incontra soltanto di notte. Lei Psychè, Farfalla in virtù del suo ciclo vitale, metafora perfetta del formarsi della vita, lui Eros, buio e luce, poi grande volo; inseparabili. Forse sono stati proprio gli zingari, nel loro vagabondare e nel ruolo di narratori professionisti che gli è proprio, a trasportare nei vari paesi questo racconto, adattandolo alla loro esperienza di vita. E noi, vagabonde appassionate, torniamo alla dimensione orale, portiamo voci e lingue.  La nostra storia non può essere fissata in un tempo e luogo definiti perché è all’origine del mondo, c’è qualcosa che appartiene da sempre all’uomo, una dimensione archetipica, la favola dell’essere umano.
La Favola delle Favole.

BIGLIETTI PRESTO DISPONIBILI

 

Sabato 7 maggio, ore 18:00

Mementi comici

L’invito a tenere una conferenza sul comico ci viene da Magda Siti e Stefano Vercelli. Magda e Stefano sono amici da una vita, gli vogliamo molto bene e li stimiamo molto. Per questo abbiamo accettato volentieri il loro invito.

Questa premessa per dire che, se quel che sentirete vi risulterà inascoltabile, sapete con chi prendervela. Questi due ci hanno costretto a riordinare venticinque anni di appunti presi male! D’altro canto, se sarà ascoltabile, sapete di chi è il merito.

Ora, non sappiamo se un bandolo lo abbiamo trovato davvero, ma la trattazione c’è e ve la esporremo. Abbiamo scelto una serie di momenti comici nella storia dello spettacolo – alcuni vicini, altri lontani – che ci hanno sempre ossessionato. Perché li abbiamo chiamati mementi sarà chiaro, si spera, durante l’esposizione. Così come risulterà chiaro che di quei mementi, di quelle indicazioni forse non ne abbiamo seguito nemmeno una. Qui ci sta una risata.

Dedichiamo questo lavorio a Magda, a Stefano e a Fernando Mastropasqua, il più grande dei conferenzieri.

 

Sabato 7 maggio, ore 21:00

Dialoghi degli dèi

uno spettacolo de I sacchi di sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Serena Guardone, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I Sacchi di Sabbia
in collaborazione con Concentrica  e il sostegno della Regione Toscana

Dialoghi degli dei celebra l’incontro tra Massimiliano Civica, regista noto per l’asciuttezza formale delle sue opere e I Sacchi di Sabbia, un gruppo toscano che ha fatto dell’ironia la sua peculiare cifra stilistica. 

Scritti da Luciano di Samosata nel II secolo dopo Cristo, questi Dialoghi si presentano come  una raccolta di gossip su vizi e trasgressioni degli abitanti dell’Olimpo: gli scontri “familiari” tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo… 
In questa gustosa versione gli Dèi sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante  tormenta due suoi allievi. Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, i due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita.

 

Sabato 14 maggio, ore 18:00

ANDROMACA

da Euripide

uno spettacolo di Massimiliano Civica I Sacchi di Sabbia
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I Sacchi di Sabbia e il sostegno della Regione Toscana

Approfittando dell’assenza da casa di Neottolemo, in viaggio al tempio di Apollo, tra i membri della sua famiglia si accende una lite furibonda: la giovane moglie Ermione è gelosa della schiava Andromaca, con cui Neottolemo ha generato un figlio, e vuole ad ogni costo uccidere lei e il bambino. Il padre Menelao, giunto espressamente da Sparta, è deciso ad aiutare la figlia nel suo progetto di vendetta, così come Peleo -padre di Achille e nonno di Neottolemo – è deciso a fermarla. Andromaca trova rifugio presso l’altare di Tetide, e lì, aggrappata alla statua della Dea, prende tempo in attesa del ritorno dell’amante.

Neottolemo – il grande assente – è centro e causa dei vari scontri che animeranno la vicenda: ogni personaggio fa scelte decisive per la propria vita, convinto che al suo ritorno il signore farà giustizia. Ma, alla fine un messaggero racconta un fatto orribile: Neottolemo è morto subito dopo essere partito, prima ancora che ogni disputa e discussione avesse inizio.

Andromaca è un testo decisamente anomalo nella produzione euripidea: non vi si staglia alcun protagonista, nessun dio compare, come pure nessun “eroe tragico”; il mondo, svuotato di presenze eccezionali, sembra ospitare solo uomini incapaci di decidere del proprio destino. Le speranze si alternano alle tragiche disillusioni, in una danza meccanica, così macabra e spietata da sembrare comica. Dopo i Dialoghi degli Dèi, Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia tornano insieme su un classico dell’antichità, esplorando i confini tra comico e tragico.

 

Sabato 14 maggio, ore 21:00

7 CONTRO TEBE

da Eschilo

uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi in co-produzione con I Sacchi di Sabbia
e il sostegno della Regione Toscana

L’argomento è noto. Sui figli gemelli di Edipo, Eteocle e Polinice, grava il funesto destino del padre: i meschini – essendo gemelli e non potendo vantare un diritto certo sul trono – si accordarono per regnare a turno; Eteocle fu il primo, ma a Polinice non toccò mai: Eteocle infatti lo fece catturare e allontanare dalla città. L’esilio forzato portò Polinice a stringere un patto d’alleanza con il Re degli Argivi per vendicarsi di Tebe e del fratello. La tragedia di Eschilo inizia qui, con l’esercito argivo alle porte di Tebe: per ciascuna delle 7 porte un guerriero terribile e un altrettanto terribile guardiano. Chi avrà la meglio?

Questo lavoro chiude una trilogia à rebours sull’immaginario greco: dopo Luciano di Samosata (Dialoghi degli Dei) e Euripide (Andromaca), arriva il grande Eschilo, con un testo arcaico, uno dei più antichi che ci sono pervenuti: I 7 contro Tebe.

Affrontare una tragedia arcaica con le tecniche del comico non significa farne una parodia. La sfida di questo nuovo progetto, che miscela alto e basso senza soluzione di continuità, è “costringere” lo spettatore a disposizioni emotive sempre diverse, portarlo a sperdersi nell’immaginario greco. L’alternarsi dei 7 duelli scandisce il ritmo di tutto lo spettacolo, si va verso un climax, di cui tutti conoscono l’ineluttabilità: è noto che alla fine saranno i due fratelli a battersi e che entrambi moriranno nello scontro. Ma come ci arriveremo? Ridendo?