Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi

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27-07-2026

Sono dieci i piccoli ambasciatori di Pace Saharawi che dal 28 luglio al 22 agosto saranno presenti sul territorio modenese, accolti e ospitati da Nonantola e Montese, per la 44esiema edizione di un progetto che accende l’attenzione sul Popolo Saharawi ma anche su un movimento di solidarietà che rappresenta un esempio unico a livello internazionale, come raccontato da Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia: “Da 44 anni migliaia di volontari, decine di associazioni, enti locali, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, parlamentari, operatori sanitari, insegnanti e cittadini continuano, con straordinaria costanza, a sostenere questo progetto contando quasi esclusivamente sulle proprie forze. È una grande storia italiana di solidarietà, costruita nel tempo da persone diverse per idee, appartenenze e sensibilità, ma unite dalla convinzione che la dignità di un popolo non possa essere dimenticata”. A Modena, tra le realtà più attive c’è l’associazione Kabara Lagdaf, che ha lo scopo di portare sostegno alla popolazione del Sahara Occidentale (ex Sahara spagnolo) rifugiatasi dal 1975 nei campi profughi di Tindouf (Algeria) e di sostenere il Piano di pace dell’ONU per l’autodeterminazione del Popolo Saharawi.

“Dietro questo progetto c’è una vera comunità di solidarietà: 74 associazioni iscritte presso la Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, delle quali 24 realizzano direttamente l’accoglienza dei bambini; 195 Comuni, numerose Regioni, Aziende Sanitarie Locali, ospedali e oltre 2.000 volontari che ogni anno mettono a disposizione tempo, competenze e responsabilità. Un’esperienza resa possibile dalla collaborazione tra il Ministero della Gioventù e dello Sport della RASD, il Ministero degli Affari Sociali e della Promozione della Donna della RASD, la Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, la Rete Saharawi, l’Ambasciata d’Italia ad Algeri, il Comitato per i Minori Stranieri del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Ambasciata d’Algeria a Roma, Air Algérie e le numerose istituzioni italiane che, a vario titolo, rendono possibile ogni edizione del progetto. Raccontare questa rete significa raccontare una delle più significative esperienze di cooperazione civile e istituzionale costruite nel nostro Paese attorno ai valori della pace, della solidarietà e dei diritti umani”, conclude Fatima Mahfud.