#umanitàperta

29-06-2018

 

Siamo partiti il 12 giugno 2018 come Tam Tam di Pace con la manifestazione “Aprite i porti!” per chiedere di accogliere le navi e i migranti che arrivano sulle nostre coste, perché non è una questione di colore politico o religione. E’ una questione di umanità.
Un mese dopo ci siamo incontrati per riflettere su quello che sta succedendo in Italia e nel mondo, ne abbiamo parlato con Filippo Miraglia (Arci Nazionale), Don Paolo Boschini, docente di filosofia, Francesco De Vanna del CRID dell'Università di Modena e Reggio Emilia, all’incontro “Dal diritto del mare a quello di donne, uomini e bambini. Che cosa sta succedendo?", al Parco XXII Aprile.

Tra gli appuntamenti e le notizie che vi segnaliamo c’è la lettera di un gruppo di presbiteri e laici ai vescovi italiani, chiedendo di intervenire sul dilagare della cultura intollerante e razzista. Il testo completo della lettera: http://www.cercasiunfine.it/meditando/articoli-cuf/lettera-ai-vescovi-italiani-luglio-2018?_authenticator=68abfe544c51367ea5aecba2cfbcc79a8e529816#.W0tOxy3lCgQ 



Domenica 7 ottobre, partecipa alla Marcia dei diritti umani, della pace e della fraternità. Vieni anche tu alla PerugiAssisi. Coinvolgi i tuoi amici. Dobbiamo essere in tanti! Diciamo basta alla violenza, alle guerre, alle ingiustizie, alle disuguaglianze, allo sfruttamento, alle discriminazioni, alla corruzione, al razzismo, all’egoismo, alle mafie, al bullismo, alle parole dell’odio. La negazione e il disprezzo della dignità e dei diritti umani hanno già portato a terribili atti di barbarie che non si devono più ripetere. Il riconoscimento della dignità e dei diritti di tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. Domenica 7 ottobre, diciamolo tutti assieme, forte e chiaro: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” 



La direttiva emanata il 23 luglio 2018 dal Ministro Salvini sui ‘Servizi di accoglienza per i richiedenti asilo’ chiede di fatto di attuare gli interventi per l’inclusione sociale soltanto all’eventuale ottenimento di una forma di protezione, obbligando le persone a non far nulla per lunghi periodi e infierendo sullo stato di precarietà, sfiducia e vulnerabilità che spesso accompagna le condizioni di chi chiede asilo.
Leggi qui la nota di Arci Nazionale. 

Un preoccupante elenco di violenze razziste continua ad allungarsi, mentre il ministro Salvini dichiara che l’unico allarme sono i reati degli immigrati commessi in Italia. Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà alle vittime di tutte le violenze a sfondo razzista. Condanniamo questi e tutti gli episodi di aggressioni, fisiche e verbali, di intolleranza e razzismo nei confronti di chi viene nel nostro paese in cerca di un futuro migliore e di una vita dignitosa. Continueremo a spenderci per costruire un Paese che sia solidale e accogliente. Un paese civile. Leggi qui la nota di Arci Nazionale. 

Il 31 luglio 2018 il rimorchiatore Asso 28, battente bandiera italiana, ha salvato 108 migranti a bordo di un gommone e li ha riportati in Libia, da dove stavano fuggendo. Un fatto senza precedenti in violazione della legislazione internazionale che non consente i respingimenti di massa,  garantisce il diritto d'asilo e non riconosce la Libia come un porto sicuro, gli unici in cui, secondo la convenzione di Ginevra, devono essere sbarcati i migranti soccorsi. Che le persone riportate a Tripoli saranno certamente sottoposte a trattamenti disumani e degradanti, come hanno più volte ribadito le Nazioni Unite e tutte le organizzazioni indipendenti che hanno raccolto testimonianze nei lager della Libia, al governo non interessa. Riportare le persone nelle mani degli aguzzini che li hanno torturati, violentati e ricattati è vergognoso.  Un comportamento disumano di cui questo governo e il suo Ministro dell’Interno, che agisce in violazione dei principi costituzionali su cui ha giurato,  prima o poi dovranno rispondere. Leggi qui la nota di Arci Nazionale.