Campagne

L'impegno e la vitalità di Arci si esprimono anche nelle azioni concrete a sostegno di campagne sociali nazionali ed europee.

Scopri le iniziative sostenute e promosse dal Comitato Provinciale di Modena 

Buone feste!

buone feste arci modena1Tanti auguri per un 2017 di cultura e partecipazione da parte di tutta Arci Modena!

Referendum, ha vinto la Costituzione

ref1"Non consentiremo a nessuno di appropriarsi del nostro no, che è stato un no progressista, non conservativo. Un no che deve aiutare a far crescere la democrazia e la giustizia sociale. La verità è che questo voto difende un testo, quello della nostra Costituzione, che è fatto di libertà, di giustizia sociale, di lotta alla diseguaglianza. E sappiamo anche (da tempo) che tanti dei principi contenuti nella prima parte della nostra Carta devono ancora trovare un'attuazione concreta: sarebbe il vero cambiamento di cui il Paese ha bisogno. L'altissima, grandissima e bellissima affluenza segna il dato più positivo di questa tornata referendaria: cittadine e cittadini si sono riavvicinati e riappassionati alla Carta costituzionale, alla politica. Come Arci in questi mesi abbiamo cercato in ogni occasione, anche attraverso il confronto tra posizioni diverse nelle nostre basi associative, di far sì che la discussione in questa campagna elettorale rimanesse al merito delle questioni: quelle dello spazio della democrazia, della partecipazione e del rispetto dei valori costituzionali del nostro Paese. E' tempo di una nuova stagione di ricostruzione che sappia cogliere anche l'assennatezza e la riflessività di chi come l'Arci, assieme all'Anpi e alla Cgil, ha voluto mettere al centro il merito della questione. Al giubilo smodato, preferiamo la forza delle idee e delle ragioni del dialogo". 

LEGGI TUTTO L'INTERVENTO DI ARCI NAZIONALE

Referendum costituzionale, le ragioni del NO

ref1Il 4 dicembre è davvero prossimo e, per quanto ci riguarda, invitiamo ad andare a votare non sul Governo o sul Presidente del Consiglio, ma per esprimersi sulla validità o meno di una corposa proposta di riforma della nostra Costituzione, sulla quale, in caso di approvazione, sarà difficile operare eventuali "aggiustamenti". Le parole che abbiamo più sentito sono state: velocità, semplificazione, costi della politica, governabilità. Avremmo voluto sentirne di più delle altre, come partecipazione, rappresentatività, recupero di fiducia nelle istituzioni, ricostruire un'etica condivisa. Sono questi i concetti a noi cari, che sappiamo essere in profonda crisi da diversi anni e che, nonostante tutto, possono e devono trovare soluzione e sviluppo attraverso una riforma vera della politica: non attraverso il cambio delle regole costituzionali e un ritocco raffazzonato dell'equilibrio tra poteri. 

Quello che ci sentiamo di dire anche ai tanti che sappiamo essere tentati di votare sì (anche nella nostra associazione) nel timore di una possibile deriva populista è che non c'è da aver paura di qualcosa, che peraltro nella politica italiana già esiste e trova ampio spazio. Bisogna far ripartire, proprio da questa lunga discussione sulle regole, quella importante e necessaria su come sia possibile ricostruire ponti tra società civile e politica. Come dar voce ai tanti bisogni delle cittadine e dei cittadini, come ritornare a fare pensare e riflettere la politica sul fatto che è la questione sociale, oggi, la vera questione democratica che deve essere affrontata affinchè la politica stessa ritrovi credibilità. 

Francesca Chiavacci - presidente nazionale Arci 

Leggi l'editoriale completo di Francesca Chiavacci sulla riforma costituzionale pubblicato su Arcireport

Unioni civili: "Non è legge che volevamo"

giafamiglia"Con il voto di fiducia al Senato sul testo di legge delle unioni civili l'Italia si dota per la prima volta di una legge che norma i diritti delle coppie conviventi, ma non è la legge che volevamo". Anna Lisa Lamazzi, presidente Arci Modena, interviene dopo la decisione di stralciare la parte riguardante la stepchild adoption e porre la fiducia sul maxiemendamento al ddl Cirinnà: "Una sconfitta per le bambine e i bambini, strumentalmente richiamati da tuti e poi sacrificati sull'altare della trattativa. Bambine e bambini a cui non sarà riconosciuto il diritto all'unità familiare e che saranno un po' meno uguali degli altri. Il Parlamento rinuncia a legifelare sostenendo che già oggi i giudici decidono in tal senso e abdica quindi al suo ruolo e alla capacità di essere guida per i tanti cittadini e cittadine". Per Anna Lisa Lamazzi si tratta di "una sconfitta per i cittadini che in queste settimane hanno chiesto e stanno chiedendo a gran voce al Parlamento coraggio e determinazione nel riconoscere e tutelare le tante famiglie reali. Perché che piaccia o no, è già famiglia".

#SVEGLIATITALIA sabato 23 in piazza Mazzini

id-giafamiglia
Arci Modena aderisce alla manifestazione #SVEGLIATITALIA - E' ora di essere civili. Facciamo assieme il primo passo verso l'uguaglianza! - in programma sabato 23 gennaio alle 14.30 in piazza Mazzini a Modena e promossa da ArciGay. “Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà”, spiega Anna Lisa Lamazzi, presidente Arci Modena: “di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. Perché che piaccia o no, è già famiglia”
L'Italia è uno dei pochi paesi europei a non prevedere nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso e questo significa che si negano alcuni diritti come  la reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento per i bambini figli di due mamme o di due papà. Questioni semplici e pratiche che però incidono sulla vita di milioni di persone. In attesa di vedere l’esito della discussione in Senato di martedì 26 gennaio Arci Modena partecipa alla mobilitazione nazionale #giafamiglia e aderisce alla manifestazione #SVEGLIATITALIA di Modena.

Perchè che piaccia o no, è #giàfamiglia

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Presidio contro Forza Nuova


presidio16gennaioQuanto avvenuto lo scorso 5 gennaio a Vignola è senza dubbio da condannare
: si tratta di un gesto grave e vigliacco che non può avere nessuna giustificazione, condannato peraltro dalla stessa comunità islamica modenese e che apre alla necessità di una riflessione sugli aspetti culturali ed educativi e sulle politiche di integrazione e repressione.
Va tuttavia rilevato come si sia trattato di un episodio isolato in un territorio – l’intera provincia di Modena – che può vantare una lunga ed importante tradizione nelle politiche di integrazione, da parte delle istituzioni, delle comunità, nell’associazionismo e nel mondo del lavoro: è stato così negli anni dell’immigrazione cosiddetta “economica”, continua ad essere così oggi con profughi e rifugiati, in un contesto internazionale profondamente complesso.
Per questo crediamo che non si debba cedere alle bieche strumentalizzazioni (e tra queste rientra la fiaccolata della Lega di domenica scorsa a Vignola) di chi fa sciacallaggio con l’odio e la paura: troppe volte e troppo spesso assistiamo, nelle nostre discussioni e nelle prese di posizione pubbliche, ad un dibattito in cui chi viene da lontano, chi è straniero, chi pratica una cultura o una religione differente, viene additato come quello pericoloso, come il nemico potenziale, quello da tenere distante.
Pensiamo che quando la speculazione raggiunge questi livelli, sia da condannare senza mezzi termini.
Esiste la violenza del terrorismo, ma esiste anche la violenza delle parole: tutte e due sono, irreparabilmente, portatrici di odio. A questo si ispirano le iniziative delle destre a Modena.
Modena però non merita il clima di odio in cui la peggiore destra vorrebbe farla sprofondare: per sabato prossimo 16 gennaio è annunciata la manifestazione dei neofascisti di Forza Nuova con la presenza del leader nazionale Roberto Fiore.
Forza Nuova è un movimento dichiaratamente neofascista ed è tra le formazioni che auspicano la ricostruzione del partito fascista e pratica apologia di fascismo, entrambi gravi reati penali. Diversi suoi dirigenti sono già stati oggetto di indagini in tal senso.
L’annunciata manifestazione di sabato prossimo, a poca distanza dal Sacrario della Ghirlandina, rappresenta poi un’inaccettabile provocazione.
Chiediamo pertanto alla Prefettura e alla Questura di Modena di negare l’autorizzazione a svolgere una manifestazione pubblica promossa dalla formazione di estrema destra, che ha evidentemente l’obiettivo di fomentare inutili e pericolose tensioni sociali.
Per queste ragioni sabato 16 gennaio alle 14.30 saremo presenti con un nostro presidio democratico al Sacrario della Ghirlandina, per ribadire la nostra convinzione nei valori della libertà e della convivenza pacifica tra tutti i popoli, della democrazia, dell’antifascismo e dell’antirazzismo al quale invitiamo tutti i soggetti e le associazioni democratiche e antifasciste.
Cgil, Uil, Arci, Anpi - Modena

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